Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Carlo Giorda

CAI Intersezionale Val Susa e Val Sangone

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

SA1 – Comba del Flassin, gita riuscita contro ogni previsione (meteo!)

Quinta uscita "in ambiente", settima giornata “pratica” insieme. Per questo fine settimana le previsioni lasciavano davvero a desiderare: tempo “maffo” garantito (zero termico altissimo, copertura nuvolosa perpetua, pioggerella prevista ben oltre i 2000m, mondo grigio ed umido…).

Rinviare? Andare? Ma anche il “maltempo” ha tanto da insegnare. Un po’ di fattori “negativi” per apprezzare meglio quelli positivi: imparare a valutare le condizioni loffe, lo scarso o nullo rigelo, gli effetti dell’acqua e dell’umidificazione sul manto nevoso, la scarsa visibilità, l’orientamento, e via dicendo le varie afflizioni dello scialpinista. Insomma eravamo già pronti ad una gita di patimento e niente divertimento…

Ma…ma…grattiamo il fondo cercando gli ultimi baluardi più lontani dalle piogge sahariane, andiamo a vedere nella “cumba freida”, dai, proviamoci!! Vallone del Flassin, intanto c’e’ neve dalla partenza, dai, almeno al colle si può andare di sicuro, poi lì si può proseguire per la Testa Cordella, o se ci sono le condizioni magari andiamo verso il Flassin…

E se abbiamo trovato la pioggerella (nevicatina oltre i 2100-2200), la giornata loffa, un po’ di vento oltre il colle come da previsione…la neve ci ha riservato una sorpresa inaspettata: umida/bagnata, ma su fondo portante, quindi belle curve e sciata più che piacevole e dignitosa fino sotto le baite Tsa de Flassin, poi un tratto più sfondoso per ritrovarsi in breve sul tracciato battuto dai numerosi passaggi dei giorni precedenti (potenza della frequentazione di massa delle gite “stra classiche”) e sulla stradina, praticamente pista battuta con neve marciotta, ma davvero ben sciabile.

 Poi per non farci mancare niente piccolo guado del torrente, ritorno sull’ampio pendio ahimè non così ben battuto (ma un gruppetto con gli sci da telemark risaliva perché per loro era “troppo bella!!!”…mah?!?!?…), e poi di nuovo piste da fondo, neve abbastanza agli sgoccioli, ma ancora divertente.

Beh, più di così davvero non si poteva fare, in ogni caso decisamente meglio delle aspettative!!!

Ci vediamo al gran finale, la 2 giorni al Sempione, ci sarebbe ancora una lezione su “Neve da urlo, meteo spaziale”, noi ci proviamo!!!!

 

Andrea – Ezio - Estella

 

SA1 – Le “firme” della Giorda in Valle Stretta, due giorni alla grande!

Quarta uscita "in ambiente", la prima di due giorni di questo corso.

Valle Stretta, Pian del Colle, si parte direttamente dalla vecchia dogana su strada innevata verso il Rifugio dei Re Magi. 4 abbondanti km lungo la strada estiva, panorama suggestivo, giornata stupenda, neve perfetta.

Al rifugio lasciamo cibarie in eccesso, uova di Pasqua e “robe da rifugio / notte” e proseguiamo per quella che si potrebbe definire una gita “diffusa”:  a parte il Thabor gli altri pendii sono praticamente vergini, e noi ci diamo da fare a “firmarne” parecchi. Pennelliamo in farina ancora perfettamente preservata, con quelli che il nostro bisnonno scialpinista Marcellino Kurz averebbe definito “yodel di soddisfazione”, chi i pendii ed i boschi “nord” del Col de l’Etroit du Vallon, chi quelli del Col du Vallon, chi anche le Rocher Blanc con il suo splendido canale.

 

Tutti felici al rifugio per una cena davvero piacevole. Tutto perfetto, trattamento davvero eccellente.

Domenica passiamo al versante “a sud”, tutti al Thabor con tempi di percorrenza vari e ancora una volta discesa “diffusa” sui vari itinerari possibili. Giorda ovunque! Gita, anzi per lunghezza e dislivello possiamo già chiamarla gitone, con gran panorama dalla cima anche se la giornata non era tersa come il giorno prima. Per qualcuno prima volta oltre i tremila metri, per più di uno prima assoluta con questo dislivello, e ancora una volta tutti in cima e questa è davvero una grande soddisfazione.

E’ davvero bello realizzare insieme qualcosa che forse solo 2 mesi fa non si credeva possibile, o non ci si immaginava.

Dalla cima del Thabor lo sguardo spazia su tutto l’orizzonte, qualcuno inizia a riconoscere le montagne di casa, qualcuno individua una gita già fatta, qualcuno ne ha già tantissime da raccontare, e si apre anche l’orizzonte della mente, con le infinite possibilità che gli sci d’alpinismo ci offrono! E’ quassù che nascono nuovi sogni e nuove idee, e più sono belli i percorsi e le discese, più desideriamo andare, tornare, sciare!!!…e mentre la montagna entra definitivamente nella nostra vita impariamo anche a guardare oltre alla fatica, perché tutto questo ci da molto di più.

Bellissime giornate, grazie a tutti!

 

Andrea – Ezio - Estella
 
 
 

SA1 - Valle de la Clarée - La Gardiole da Nevache

 
 
 
Terza uscita "in ambiente", in questa stagione anomala che alle nevicate un po' tardive, e puntualmente seguite dal vento, intermezza anche delle belle "caldazze", così, tanto per gradire. Insomma, se si parte con un bell'innevamento, la cima sicuramente è ventata e spelata, o viceversa! 
E allora facciamo nostro il pensiero, la "filosofia" che ricorda che "quello che conta è il viaggio, non la destinazione", e il nostro è un bel viaggio già lungo la Valle della Clarée ammantata di neve fresca (infatti non mancano gli uomini di presidio in un paio di punti critici della strada nei pressi dei quali proveranno il distacco artificiale con l'elicottero), fino al paese di Nevache splendente di neve e di sole.

Ci incamminiamo in direzione pieno sud (oramai la lezione di topografia l'abbiamo fatta!), ci teniamo sulla destra nel bosco misto di larici e abeti che diventa bello ripido ma mai troppo fitto. Le pendenze si addolciscono e il bosco si dirada, sembra una cartolina quando si entra nell'ampio vallon de Cristol. Un tratto di spostamento e poi ricominciamo a salire gli sciabilissimi pendii verso il colle della Gardiole, sulla nostra sinistra (lato dx orografico, anche per chi non era a lezione!). Il vento inizia a farsi sentire, e al colletto dove si ferma la maggior parte dei gruppi è davvero forte e gelido. Solo qualche gruppo procede per un tratto sui versanti sottovento per ripararsi un po', la cima è completamente spelata dal vento.

E questo è il famoso "wind-chill", in un attimo siamo duri come baccalà nonostante maschere, cappucci, guantoni e chi più ne ha, più ne metta!
Foto di rito, "bollita" di rito alle mani appena ci si toglie dal vento, e via verso i pendii vergini, tutti per noi.

Anche oggi tutti "a destinazione", e anche oggi -a parte qualche pietra infida appena sotto il colle- una bella farina che anche nel bosco ripido permette di giocare e divertirsi. Bellissima discesa!
Bravi tutti e tutte, in particolare a chi ha davvero sofferto per il freddo ma da vera scialpinista ha superato tutte le difficoltà. 
Alla prossima!

Andrea - Ezio - Estella
 

SA1 - Rocher de la Garde...stavolta si!

 
 
Data di recupero della prima uscita prevista per il 7 febbraio e rimandata a causa delle condizioni nivometeo non faverovoli.
Anche stavolta ci troviamo tutti a Beaulard, e nonostante la "nevicata dell'anno" non sia ancora stata così copiosa come da previsioni, siamo convinti. Si parte! Rocher de la Garde.
Anche questa volta esposizione nord, anche questa volta un bel bosco, ma è un'altra stagione rispetto alla settimana scorsa. 
La neve e la galaverna avvolgono tutto in uno scenario quasi fatato. 
La montagna, come altri ambienti naturali, ha la capacità di regalare una dimensione aggiuntiva: l'unicità. Potremmo rifare 100 volte la stessa gita, e non trovare una volta uguale all'altra. Il tipo e la quantità di neve, la temperatura, le condizioni meteo, il colore del cielo, il vento, il fugace incontro con degli animali, la compagnia...questo e tanto altro, compresi noi stessi con le nostre capacità ed il nostro stato d'animo rendono ogni volta diversa anche la gita più semplice e conosciuta. E rendono indimenticabile la volta, ormai sempre più rara, in cui siamo i primi a salire dopo una nevicata e ci sembra di essere i primi al mondo
a mettere piede in luoghi inesplorati.
L'itinerario per i "rocher" percorre in buona parte le vecchie piste di discesa Beaulard, ormai abbandonate anche se i gestori del rifugio Guido Rey le stanno man mano ripulendo dalla vegetazione che ripopola gli spazi liberi. Dal gabbiotto di arrivo del vecchio impianto risaliamo ancora per un tratto lungo la cresta-dorsale finché è comoda da percorrere in sci e da dove, fra un ramo sulla testa, una radice e qualche roccia fra i piedi, e un Andrea stoicamente in attesa dell'ultimo gruppo, ci si prepara alla discesa mentre ricomincia a nevischiare.
 
Anche oggi tutti "a destinazione", bravissimi, e qualcuno anche con una discesa extra per sfruttare "la powder". Poi tutti giù nel bosco con una quarantina di cm di bella farina su fondo duro.ve, fra un ramo sulla testa, una radice e qualche roccia fra i piedi, e un Andrea stoicamente in attesa dell'ultimo gruppo, ci si prepara alla discesa mentre ricomincia a nevischiare.
Neve man mano più umida sulle ex-piste, e man mano che si scende sempre più esigua.
La parte finale della discesa è un percorso di precisione fra le insidie alle solette, e nei prati sopra Chateau nonostante lo slalom fra gli ostacoli "affioranti" ed il fiato sospeso, qualche pietra e radice sono inevitabili. Acc...!!
Ma la soddisfazione per la giornata, quella non viene minimamente scalfita!

Bravi tutti, alla prossima!
Andrea - Ezio - Estella
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

SA1 - Rocher de la garde...anzi no! L'Ombilic dal Bois de l'Infernet

Dopo aver rimandato la prima uscita "in ambiente" causa avverse condizioni nivometeo, eccoci finalmente
alla prima vera gita. Ci troviamo tutti a Beaulard pronti a partire, ma...nonostante l'ambiente "invernale", di neve ce n'e' poca e quindi decidiamo di passare oltre confine. In una splendida giornata di sole da primavera avanzata scendiamo dal Monginevro verso la nuova destinazione: l'Ombilic da la Vachette. 
La gita si svolge nel bellissimo bosco de l'Infernet, inizialmente seguendo una stradina e poi fra tratti più sostenuti e radure, fino a pervenire alla selletta sulla dorsale spartiacque.  
Itinerario perfetto per provare o rivedere i fondamentali della tecnica di salita, dalla semplice camminata, non proprio naturale quando si sale per la prima volta con gli sci, al passo di giro all'inversione a monte, la "gucia" che di tanto in tanto ostacola anche chi ha già un po' di "mestiere". Siamo qui apposta, per la "tecnica", ma anche per scoprire tanti altri aspetti della montagna innevata, per chiacchierare piacevolmente e per vivere una bellissima giornata. Ognuno di noi ha qualcosa da insegnare e qualcosa da imparare, e la montagna sicuramente aiuta a condividere le esperienze.
Nonostante si salga dal lato in ombra, il caldo si sente parecchio e la neve si inumidisce, permettendo a molti -ma non a tutti!-di godersi un bello "zoccolo" sotto gli sci. Seguendo poi l'ampia dorsale sulla sinistra si arriva in breve sul panettone della cima, comodo, spazioso e molto panoramico. Meta perfetta per la gita di apertura! Tutti in vetta, e poi tutti felici giù nel bosco che ci ha regalato una parte alta con neve ancora leggera e ben sciabile, non granchè dalla parte centrale, e poi via sulla stradina con neve ormai molle, ma ben battuta dai numerosi passaggi.
 

Complimenti a tutti, ci vediamo alla prossima.

Andrea - Ezio - Estella 

 
  • «
  •  Inizio 
  •  Prec. 
  •  1 
  •  2 
  •  Succ. 
  •  Fine 
  • »


Pagina 1 di 2

Calendario

« < Maggio 2016 > »
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
25 26 27 28 29 30 1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31 1 2 3 4 5

Prossimi eventi

Nessun evento

Aleghe Tommy