Finalmente dopo un rinvio di una settimana è cominciato il corso di cascate nr. 3.
La meta concordata sia da me che da Pier (Marco il segretario annuiva sempre) è stata la Val Varaita. La località ormai testata abbondantemente per la prima uscita, sia perché il luogo (solitamente) è una “ghiacciaia” naturale, sia perché si presta per presentare in modo esaustivo e sottolineo esaustivo la tecnica di progressione su “ghiaccio verticale”.
Sveglia allucinante del Sabato mattina per trovarsi “primi” alle 7:45 davanti ai resti miserrimi di un ben più noto Castello “glaciale”.
Di glaciale e’ rimasto veramente poco ma sufficiente per sfruttare quel che di sfruttabile c'era.
Pier sale in cattedra:
i ramponi si piantano così, le picche si piantano cosà, prima si muove questo poi si muove quell'altro, si sposta il bacino.....ci si danno i bacini (tra uomo e donna naturalmente) ma donne poche per cui si continua solo a spostare il bacino e poi basta.....tutti su!!
Lo scenario è sempre il solito, chi capisce al volo, chi ci mette un po' di più.....chi....non c'è verso che possa capire e..... hai.......c....zo questa non ci voleva, Beppe scende un po' troppo velocemente, anzi precipita proprio a terra, da un’altezza da vertigine (2 mt) su un piede e......porca puz....la....... si fa male. Non sembra niente di grave (si saprà poi dopo visite specialistiche che non si tratta di niente di rotto).
Stoico e investito del suo ruolo di allievo dopo una bella “impomatata di Voltaren” riprende a scalare.
Pier soprannominato il “criceto” va su e giù quasi dovesse recuperare chissà quali traguardi, i più giovani (forse) innescano il “cissa” e si inventano dei percorsi di un non ben noto M1/M2/M3......o chissà quale grado sarà stato. Gli allievi intanto provano e riprovano, tutti migliorano sempre di più e nei loro volti si intravvede già la soddisfazione. Beppe stringe i denti, Maurizio ci lascia tutti a bocca aperta e riceve persino qualche applauso. La Iottina tra una starnazzata e l'altra sale, scende, risale, ridiscende.....ma non si stanca mai? Daniele (molto professionale) continua a seguire i vari consigli che riceve dal basso e si cimenta anche su percorsi delicati.
La giornata termina con la mia solita noiosa lezioncina sulle soste, su come si muove la cordata, l'Abalakov ecc.ecc.
Finalmente in Rifugio.
“il criceto” cotto come una pera non ce la fa più (doveva fare la lezione di “catena di sicurezza”) ma continua a piantare le picche anche in rifugio, decido di togliergli le pile e finalmente si ferma.
Cena, caffè, pusacaffè, pusacaffè, pusacaffè e poi tutti a nanna dopo aver deciso le uniche due cascate “fattibili” per il giorno dopo. 3 cordate alla Limo Nero e gli altri alla Valeria e Pachidermi.Due giornate piene sia di attività che di entusiasmo, stanchi (io soprattutto “il vecchio”) ma come al solito allegri e spensierati come amiconi di tutti i giorni .
Alla prossima Domenica quindi..............sperando nel ghiaccio............e soprattutto nella torta della Iottina fatta dalle sue medesime manine (i biscotti detti anche “tegole” non “tegolini” non hanno superato il Test, anzi sono stati comprati in blocco da Valerio che doveva finire di ristrutturare il tetto del Gazebo).
Ciao a tutti
Sergio
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