Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Carlo Giorda

CAI Intersezionale Val Susa e Val Sangone

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Una notte al Bonatti

E’ ancora buio….lo scialpinista si sveglia prima che canti il gallo, perché la partenza è prevista per le ore 6.30 da Pianezza. Poi colazione in autogrill a Chatillon: tutto il mondo però è rinchiuso li dentro, quindi caffè con l’imbuto per far prima perché c’è ressa, coda per far la pipì e via, diretti a Planpinceux. Abbiamo raggiunto il piazzale dove inizia la pista di fondo intorno alle 9.30, elemosinando all’autista del pullman 100 m in più in modo da non dover camminare con gli sci e la roba a spalle (solo per risparmiare energie, mica per altro!!!!).

 Eccoci tutti pronti con gli sci ai piedi, siamo partiti sulla via pedonale di fianco alla pista di fondo (guai a toccare le tracce della pista :+), inizia l’avventura, giornata stupenda, sole fantastico, un cielo blu come solo la natura ti può regalare! Il caldo e il piano insieme procurano belle vesciche ai piedi dei nostri eroi, ma niente può fermarli! Percorsi circa 500 m di salita morbida con neve bella, passando attraverso un bosco siamo arrivati al Rifugio Bonatti intorno alle ore 12.00: che spettacolo! Vista sul Monte Bianco, il rifugio è davvero molto bello, pulito, gente simpatica e buon cibo: voto 10!!!!

Ora che si fa?Vuoi mica fermarti in quel posto da favola a riposare? Gli alunni del Corso sono troppo gasati e vogliono ripartire subito per conquistare la Tete entre deux sauts, altezza 2730 m circa: raggiungere la vetta è una sensazione unica davvero, e compensa a pieno la fatica della salita!

Intorno alle 16.30 tutti i gruppi della scuola sono tornati al rifugio, bene, è tempo del meritato riposo, quello che ci vuole è un bel tagliere di salumi, una birra, parlare della giornata troppo bella trascorsa insieme, condividendo la sensazione unica di soddisfazione e di gradevole stanchezza fisica che solo lo scialpinismo può regalare!

Dopo una rigenerante doccia calda (addirittura con 2 gettoni a testa!!!) e una cena ottima e abbondante (consiglio a tutti l’insalata con sarset, sedano, noci, mandarino, kiwi, melograno, mele, fontina, troppo buona!) siamo andati tutti a dormire felici per la giornata vissuta e già entusiasti per il domani! E’ notte….qualcuno russa in camerata ma nemmeno una bomba potrebbe turbare il nostro sonno perché siamo tutti cotti!

Sveglia alle ore 6.00, preparazione degli zaini, colazione (ottima e abbondante anche questa), sci ai piedi e partenza per il Colle di Malatrà (m 2980 circa), con arrivo in punta intorno alle 11.30. La salita non è stata difficile, in compenso i primi 30 m circa della discesa erano da paura, pendenza di circa 30° (30 sembra un numero piccolo, ma vi assicuro che a esser li sembrano ben ben di più…hi hi)(ma si un po’ di adrenalina fa bene!!!). Superato il primo pezzo ripido, il resto della discesa è fantastico, un canalone lungo circa 1 km di neve bella fino a Crevacol.

Aspettando il pullman ci siamo fermati a far merenda in un posticino caratteristico dove abbiamo mangiato e soprattutto bevuto (avevamo sete!!!!). Guardando noi e gli altri sci alpinisti seduti ai tavoli, c’era una caratteristica che accomunava tutti: il sorriso stampato in faccia! Sarà per la soddisfazione della fantastica gita o per i 32 L di birra consumati?

   Carolina

 

 

Frasi celebri dall’uscita di Cogne

 

…..

Pier: cavolo, a guardarla troppo mi si stringe lo stomaco (altra parola nella realta’) …

Giulio: allora andiamo senza guardarla….

……

Pier: non e’ che e’ un po’ fine il terzo tiro?

Traki: no, siamo lontani.


 

 

…..

Giulio: ma por..a tr..a, non e’ cosi’ che si fa!!! Dovete dirlo che state lanciando le corde per la doppia. @#!!~~$~~@@

Guida francese: I’m very sorry. I didn’t know that someone was behind me (!)

Cliente guida francese (che la raggiunge al termine della doppia dopo aver “passato” un quarto d’ora in sosta con Giulio): There was a very unhappy italian up there. He was very very unhappy. He said me a lot of angry words. I suppose bad words….

La guida fa loro un po’ di spiegazione per la doppia successiva: scendono con due machard, uno sopra e l’altro sotto il discensore. Two is meglio than one!!!

…..

Gestore dell’ostello dove abbiamo pernottato, dopo aver parlato un po’ con Sergio: per cena c’e’ un buffet di antipasti e poi la polenta. Visto che abbiamo anche altri ospiti, per favore, al buffet andateci piano, almeno al primo giro!! Per favore, non mangiatemi tutto solo voi…..

 

 

 …..

Traki: Mi raccomando, questo e’ un tiro da fare con il c..o duro!!

…..

Pier dopo 50 minuti che ravanavo per fare un’abalokov: ma non e’ che per caso hai un ferretto scarotatore?

Marco: certo che ce l’ho. Mi pareva che stessi lavorando talmente bene che non volevo disturbarti…

…..

Marco: forse ho rovinato la corda… la becca la attraversava…..

…..

 

serata "Que Viva el Perù" racconto di un viaggio alpinistico

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L’Esfinge è una montagna della Cordillera Blanca alta 5350 metri nel Nord del Perù. Al contrario delle montagne innevate che la circondano, si presenta come un imponente pilastro granitico e, pur non essendone una delle cime maggiori, è molto famosa tra gli scalatori di tutto il mondo per la sua celebre parete est, un muro roccioso la cui altezza varia tra gli 800 ed i 900 metri.
Tre istruttori della Scuola Carlo Giorda ci racconteranno per immagini la loro interessante esperienza alpinistica sulle pareti di questa montagna.

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Gennaio 2012 19:26
 

Novalesa: cronache dalla “Ramificata”.

Nuova uscita del corso cascate: destinazione Novalesa - cascata "Ramificata", brigata Marco Lerre, Giuseppe Bo e Alessandro Nordio. La squadra è determinata a far bene.

Il Bo, reduce da un incidente alla caviglia, è nuovamente in campo. (Tra l'altro visto che dopo esserci chiesti più volte ”ma come si chiama l’allievo?” ci rispondevamo sempre “bo?”, per convenzione cominciammo a chiamarlo Giuseppe!)

Foto 1

Con un po’ di avvicinamento boscoso siamo alla base della cascata. Alessandro la disorienta con una finta a destra per poi attaccarla a sinistra, velocemente sale e termina il primo tiro. Quindi, rapidi come la digestione del pranzo di Natale, il Bo ed io raggiungiamo il buon Alessandro che stava finendo il 22° capitolo de “Il Signore degli Anelli”.

L’arrampicata è piacevole e senza sosta….infatti niente spit o catene!

Il 2° tiro trova il Bo in affanno nella prima parte ma con testardaggine e determinazione ne esce vincente. (Jovanotti, anche per questo, scrisse il libro: “Il grande Bo”).

 

Foto 2

Il Lerre invece mira al successo cercando di lanciare una moda Seventy’s per gli imbraghi, infatti dopo pochi metri di arrampicata nota con sospetto il proprio posizionato all’altezza degli alluci.

Con mossa rapida decide di sganciare le spille di sicurezza (o “guce da balia” come riportato sul manuale del piccolo ghiacciatore Piemontese) che tengono insieme il dispositivo di sicurezza, e riposizionarlo a dovere.

Pronti per il 3° tiro.

In sosta si parla del più e del meno, si fotografa e vista l’atmosfera rilassata approfitto e cerco di sbolognare ad Alessandro, per pochi euro, una mia vecchia vite da ghiaccio trovata alle Galapagos, spacciandola per una novità del 2013, ma il Nordio guarda con sospetto la scritta incisa sopra “proprietà di Toni Kurtz” e decide di declinare l’offertissima.

Il tiro è delicato, il sole scalda e il ghiaccio si assottiglia e Alessandro sale su su su e noi non lo sentiamo più più più. Arrivato il  nostro turno partiamo fieri! Dopo poco spiego al Bo che la quota del corso non comprende la visita alla grotte, per quello c’è una specifica sezione speleologica del CAI, e che in genere come corso ci disinteressiamo allo studio dell’interno delle cascate e quindi e' meglio  “battere” con più delicates.

Foto 3L’ultimo tiro è breve e dobbiamo frenare le velleità di Alessandro convinto che la “Ramificata” continuasse sotto altra forma.

Comunque tutti contenti finiamo con bel rientro via bosco e….complimenti a Giuseppe!Foto 4

 

Il corso di scialpinismo alla cima delle Vallette

Sicuramente, domenica 5 febbraio, giorno della terza uscita pratica del corso di scialpinismo 2012, più di una persona,pensando alla temperatura “frizzante” che ci sarebbe stata fuori durante il giorno, si è posta una domanda: “ma perché mi devo alzare?”.  Personalmente, io per primo, avrei voluto rimanere tutta la mattina a letto con la “bolla al naso” ignorando il Polo Nord che c’era fuori.

E invece no! E meno male che anche stavolta, al suono della sveglia, siamo schizzati tutti in piedi per andare incontro ad un’altra splendida giornata di montagna.
Alle 7,30 siamo già tutti puntuali al ritrovo di Bussoleno, “compattiamo” le macchine e via verso il Frais da dove partiremo per raggiungere la Cima delle Vallette.

Frais….-19!    No, non sono i chilometri che separano Bussoleno dal Frais, ma la temperatura che troviamo alla partenza della gita!  E i nostri mitici allievi ?  Neanche una piega!  Sono tutti pronti e determinati, ma attenzione…l’avevamo notato già nel corso dell’uscita precedente che erano tosti!
Il freddo è pungente e, dopo un veloce sguardo alla carta per individuare l’itinerario, siamo già sulla Cresta di Naia e poco dopo sui pendii aperti che precedono il Colle delle Vallette. Qui, finalmente, arriva il sole che ci accompagna tutti in vetta, ….alè! La discesa è fantastica: a parte i primi metri dove il vento ha scoperto qualche pietra di troppo, il resto è tutta super-farina!
Tutto bene fino in fondo quando però, Purtroppo, riceviamo la brutta notizia che Gabriella, dopo una caduta, si è infortunata. Peccato! La giornata fino a quel momento era stata perfetta, ma si sa, sono cose che in questa attività possono succedere. Adesso speriamo che possa rimettersi in fretta per poter tornare presto in montagna.


E infine, un complimento speciale a Mario: il nostro “mitico giovanotto” di 74 anni che anche stavolta si è letteralmente “fumato” 1200 metri di dislivello a -20 gradi senza fare una piega! Sicuramente domenica mattina, al suono della sveglia, era in piedi prima di tutti noi e non avrà neanche minimamente pensato : “ma perché mi devo alzare?”.
Adesso due settimane di riposo (si fa per dire) e poi di nuovo tutti pronti per una nuova avventura!

Ci vediamo alla prossima!

Andre

 
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